Anguria 'Crimstar F1'

Citrullus lanatus 'Crimstar F1'

Anguria 'Crimstar F1'

Citrullus lanatus 'Crimstar F1'
Anguria dolcissima e dissetante!
Una delle varietà più nuove! Questo cocomero ha un’alta resa grazie alla sua buona fruttificazione, anche nei climi meno favore­voli. Crimstar sviluppa bellissimi frutti verde scuro con striature verde chiaro e ha un gusto fresco, dolcissimo e dissetante.
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Anguria 'Crimstar F1' - Sementi

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Specifiche:
Nome latino: Citrullus lanatus 'Crimstar F1'
Garanzia: 1 anno di garanzia di crescita e fioritura
Rimane verde: No
Lascia tutto l'anno: No
Piante resistenti: No
Auto impollinazione: No
commestibile:
Profumata: Non profumato
Trapiantato: No
Tagliare i fiori: No
Raccolto: Agosto - Novembre
Piante+

I semi di anguria non richiedono di essere pretrattati. Ma per accelerare la germinazione dei semi, ti consigliamo di immergili per una notte (circa 12 ore) in acqua, prima di procedere con la semina.
Il cocomero è dioico, cioè produce sia fiori femminili che maschili, quindi per poter generare frutti è necessaria l’impollinazione, ecco perché è opportuno piantare 2 o 3 contemporaneamente. I fiori sono composti da cinque petali di colore giall, quello femminile presenta un rigonfiamento dietro ai petali, da cui si svilupperà poi il cocomero.

Semina

Il cocomero può essere seminato direttamente nel campo o in serra o attraverso il trapianto di piantine. Se decidi di coltivare il cocomero in pieno campo, devi seminare a fine marzo-aprile, quando non c’è più pericolo di gelate (ciò dipende dalla zona geografica e quindi dal clima), mantenendo una distanza di piantagione di circa 1,5 m: il raccolto avverrà tra la metà di luglio e la fine di agosto. La metodologia utilizzata per la semina è quella detta “a postarelle” (o semina a buche): metti a dimora tre o quattro semi per volta interrandoli in piccole buche disposte in file ed equidistanti. Dopo aver interrato i semi, questi devono essere ricoperti, la profondità di piantagione corretta del seme è uguale al doppio della grandezza del seme stesso. Dopo la nascita delle piantine, queste saranno diradate, lasciandone 1 o 2 per buca.
Se il clima non lo permette, allora è preferibile procedere con la semina in vasetti (febbraio-aprile) mantenuti ad una temperatura di 18-21 °C. Infatti, per germogliare i semi hanno bisogno di una temperatura non inferiore ai 18 °C. Se queste temperature sono garantite, allora le semine possono essere scaglionate da gennaio a maggio. Ma senza una fonte di calore artificiale, non si deve seminare prima che le gelate siano scongiurate. Il seme del cocomero deve germogliare rapidamente, 4 o 5 giorni dopo la semina: per favorire la germinazione puoi mettere i semi in una mini serra riscaldata. Poi quando le piantene avranno sviluppato almeno 4-5 foglie è possibile metterle a dimora (come descritto sopra, con il metodo della postarella) lasciando sporgere un paio di cm sopra al terreno il pane di terra, in questo modo, la pianta sarà leggermente sopraelevata e si eviteranno formazioni di acqua stagnante alla base, riducendo il rischio che possa marcire.
Per le coltivazioni in serra, poiché il cocomero è una pianta rampicante, occorre preparare dei tutori per sostenerlo e farlo crescere utilizzando tutto lo spazio coperto.

Cura delle piante+

L’anguria o cocomero per crescere in modo ottimale ha bisogno di terreno sciolto, senza ristagni idrici e lavorato bene e in profondità prima della semina. Il seme per germinare necessita di temperature non inferiori ai 18 gradi, ecco perché può essere seminato all’aperto solo in tarda primavera. Il cocomero predilige un clima temperato-caldo, e vuole calore, luce e acqua in abbondanza.
Il cocomero è una pianta strisciante e considerando le dimensioni dei suoi frutti, necessitano di spazio per potersi sviluppare in modo ottimale. Quando le piantine raggiungono un’altezza di 15-20 cm devi cimarle, cioè devi eliminare alcuni germogli e mantenere solo quelli più robusti. Il terreno deve sempre essere tenuto umido con irrigazioni giornaliere: le piante hanno bisogno di molta acqua per far ingrossare in modo adeguato i frutti. Ma al tempo stesso bisogna fare attenzione che le irrigazioni siano regolari e non eccessive, in caso contrario si corre il rischio di provocare la fenditura del frutto o di far marcire il colletto: evita di bagnare il fusto soprattutto a livello del suolo.
Quando compare la quarta o quinta foglia devi di nuovo cimare i rami laterali, in modo da favorire la crescita delle gemme secondarie portatrici di fiori femminili e maschili. Queste operazioni favoriscono il maggior numero di fiori femminili, in modo da averne almeno 4 in piena fioritura e sulla pianta, necessari per l’impollinazione e quindi per ottenere i frutti. Qualche giorno dopo l’impollinazione il cocomero inizia ad ingrossarsi, lasciarne non più di 3 o 4 frutti per pianta.
È importante fornire loro anche il giusto fertilizzante, diluendolo ogni 10 giorni circa nell’acqua usata per innaffiarli.
Nel momento in cui i frutti raggiungono un chilo di peso, è opportuno sollevarli ed evitare il contatto diretto con il terreno, interponendo tra loro ed il suolo della paglia o altro supporto o materiale. Inoltre per ottenere cocomeri dalla forma regolare e maturi in modo uniforme, è necessario ruotarli periodicamente.
Le irrigazioni devono essere sospese quando si avvicina il momento della raccolta per favorire la concentrazione degli zuccheri nei frutti.

Raccolta

Non è cosa molto semplice individuare il momento ideale di maturazione per raccogliere i cocomeri. I segni più evidenti di maturazione sul frutto sono: disseccamento del peduncolo, suono cupo e sordo alla percussione del cocomero maturo rispetto ad uno acerbo e la scomparsa totale della pruina che ricopre il frutto immaturo. La pruina è una sostanza di consistenza cerosa che viene prodotta dalle cellule superficiali dell'epidermide di frutti e foglie, avente la funzione di proteggerli dai raggi ultravioletti, impedendone l'eccessiva disidratazione.
La raccolta è eseguita a mano (o aiutandosi con un coltello) ponendo particolare attenzione per evitare ferite o abrasioni che danneggerebbero il frutto, rendendo impossibile la conservazione.

Extra+

Il cocomero è originario dell’Africa orientale ed è coltivato fin dall’antichità ( dei geroglifici egizi di 5000 anni fa documentano la sua coltivazione già all'epoca) ed è giunto in Europa intorno al XIII secolo per opera dei Mori.
L'anguria è chiamato in diversi modi nelle diverse regioni italiane: melone d'acqua al sud, popone in Campania, cocomero al Nord. Si caratterizza per il colore rosso vivo della polpa, ma esistono anche varietà a polpa bianca o gialla.
I semi di cocomero sono considerati una vera delizia in Asia.

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